Informazione & Presenza

Questo blog nasce nel novembre 2007 dall'impegno e dall'esigenza di alcuni Rappresentanti degli Studenti di rendere pubblica e trasparente ogni attività del Senato degli Studenti. Strumento per stimolare la partecipazione degli studenti UniTO alla vita politica universitaria, il presente blog ha anche lo scopo di contribuire alla costruzione della consapevolezza di una nuova cittadinanza studentesca, fondata sui diritti e sui doveri di ogni singolo studente.

Elezioni Universitarie 2009

Noi studenti dell'Università degli Studi di Torino siamo chiamati a rinnovare le nostre rappresentanze in tutti gli organi collegiali dell'Ateneo. Informiamoci e andiamo a votare!
SI VOTA IL 6 MAGGIO DALLE 8.30 ALLE 19.00 E IL 7 MAGGIO DALLE 8.30 ALLE 14.00.

lunedì 2 febbraio 2009

Discorso del Presidente del Senato all'Inaugurazione dell'Anno Accademico 2/02/09



INAUGURAZIONE DELL’ANNO ACCADEMICO 2008-2009
2 febbraio 2009

Intervento della Presidente del Senato degli Studenti
Alice Arena


Magnifico Rettore, gentili ospiti, studentesse e studenti, signore e signori, mi permetto di iniziare questo mio breve intervento citando due articoli della Costituzione Italiana:

Articolo 3 comma 2“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando, di fatto, la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Articolo 33 commi 1 e 2
“L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi”.


Parto da questi due articoli ed in particolare da questi commi, poiché sono stati colonna portante di tutte le discussioni, tutte le elaborazioni e tutte le mobilitazioni del movimento che si è sviluppato questo autunno a seguito dei provvedimenti del Governo riguardanti l’università.
Tanti studenti hanno riempito piazze, assemblee, riunioni avendo visto in questi provvedimenti un attacco senza precedenti all’istruzione pubblica e quindi alla Costituzione del nostro Paese.
Credo sia difficile dar loro torto, ed ancora più difficile è conciliare le parole della Costituzione con un taglio al Fondo di Finanziamento Ordinario di tre miliardi e mezzo di euro in 5 anni, e con la possibilità di trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato.
Dove sono le scuole di ogni ordine e grado istituite dalla Repubblica?
Dove sono la libertà di ricerca ed insegnamento?
Dove sono gli interventi dello Stato atti ad abbattere gli ostacoli all'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese, se per sanare il bilancio di uno Stato a farne le spese sono prima d’ogni altra cosa la cultura e l’istruzione?
Quella in cui viviamo è definita la società della conoscenza. Eppure la formazione e la ricerca sono state all’ultimo posto tra le preoccupazioni degli ultimi Governi, indipendentemente dal loro colore.
L’università subisce una cronica scarsità di finanziamenti e altrettanto cronica è la scarsità di finanziamenti per il diritto allo studio.
Da troppo tempo in Italia si è smesso di dare alla scuola e all’università lo spazio e l’importanza politica che meritano.
Da troppo tempo i luoghi della formazione sono, nell’agenda politica, un problema da risolvere più che una risorsa da utilizzare al meglio, una voce di bilancio su cui tagliare anziché l’investimento giusto per rilanciare un Paese che da qualche tempo vive una crisi non solo economica ma anche culturale profonda.
In questo Paese non si adattano le strutture universitarie alla quantità di studenti che ne necessitano; in questo Paese si preferisce stabilire il numero di studenti che possono accedere alle Facoltà, introducendo il numero chiuso anche in quelle Facoltà non previste dalla legge, in base alle strutture universitarie esistenti che spesso sono vecchie e fatiscenti.
In questo modo viene negato a tanti, troppi giovani (e sarebbero troppi anche se fossero uno soltanto) il diritto di scegliere il proprio percorso formativo e professionale basandosi, per altro, su un test a crocette in cui sono presenti errori frequenti e domande che nulla hanno a che fare con il percorso di studi scelto.
Le strutture e le risorse per l’istruzione pubblica servono; e non servono solo agli studenti servono al Paese intero.
Uno Stato che taglia l’istruzione e la ricerca è uno Stato che taglia il futuro e lo sviluppo.
Uno Stato che non investe sui propri giovani è uno Stato che non investe nelle proprie risorse.
Uno Stato che non offre possibilità ai giovani ricercatori è uno Stato che regala settecento mila euro, per ogni ricercatore che va all’estero, ai paesi che le possibilità le offrono.
E’ certo che spesso i finanziamenti pubblici destinati alle università non siano stati spesi al meglio e per fornire il meglio agli studenti.
Prova ne sono i molteplici corsi di laurea di diversi atenei italiani che contano quatto o cinque iscritti.
Anche il nostro Ateneo non può dirsi però esente dal non aver utilizzato al meglio le sue risorse per fornire il massimo ai propri studenti.
Due esempi pratici: il servizio sms che è indubbiamente costato all’ateneo diverse migliaia di euro e che non è stato mai utilizzato per comunicare con gli studenti da nessuna segreteria o nessun ufficio di quest’ateneo;
Le segreterie studenti che sembra funzionino male da sempre e su cui da sempre i rappresentanti chiedono interventi volti a migliorare un servizio fondamentale per gli studenti.
A quando questi interventi? A quando investimenti che consentano orari di apertura più ampi e personale più formato?
A quando la creazione di sistemi che velocizzino la consegna della modulistica (operazione per la quale necessitano dalle due alle quattro ore)?
Parlando di burocrazia relativa ad operazioni che devono svolgere gli studenti, è per me impossibile non far riferimento al PIANO CARRIERA ex CARICO DIDATTICO.
E’ difficile spiegare agli studenti l’estrema necessità di cambiare un sistema che, seppur con i suoi difetti aveva funzionato, con uno che fino ad ora non ha fatto che creare confusione e disagi agli studenti, alla modica cifra di 250 mila euro.
Parte del denaro che l’università spende deriva dalla tassazione degli studenti, tassazione che, come rivela un’analisi del sistema di fasciazione, incide percentualmente in misura maggiore sui redditi più bassi che su quelli più alti; tassazione che non prevede alcun tipo di riduzione per le famiglie che iscrivono più figli allo stesso ateneo; tassazione di cui i dati non sono stati consegnati ai rappresentanti degli studenti in consiglio di amministrazione e che si assume al di sotto del 20% del fondo di finanziamento ordinario basandosi solo sulla parola data dall’ateneo.
Non credo che questo sia il modo più adeguato con cui approciarsi alla componente studentesca negli organi di rappresentanza in particolare su temi con una così grande ricaduta sugli studenti.
La rappresentanza è un tassello fondamentale nel funzionamento dell’università o almeno dovrebbe esserlo.
Il Senato degli Studenti, che io ho l’onore di presiedere, è, purtroppo, un organo fortemente limitato nelle sue possibilità che non riveste nessun ruolo vincolante all’interno dell’università, all’infuori della gestione di un budget annuale che è tenuto ad utilizzare per la realizzazione di servizi ed iniziative per gli studenti.
Ritengo che sia necessario potenziare il ruolo del Senato degli Studenti nella vita degli organi accademici dandogli per esempio il compito di esprimersi in maniera vincolante sulle decisioni di tali organi che abbiano ricadute sensibili sulla popolazione studentesca.
La vita dello studente universitario non può limitarsi a lezioni esami e code in segreteria.
La partecipazione attiva degli studenti deve essere continuamente stimolata, incoraggiata, favorita e la rappresentanza studentesca è in questo elemento fondamentale.
Concludo questo intervento ringraziando tutti per la cortese attenzione e per la possibilità di essere intervenuta qui oggi e consegnandovi una frase che da sempre ha ispirato e guidato il mio agire politico nel mondo della formazione e dell’istruzione.

La cultura [...] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri
Antonio Gramsci 1916

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